centro disabili anima firenze

AMBIENTALISMO ATTIVO

Non esiste persona che non porti con sé, dalla nascita, basilari informazioni utili per condurre la propria vita di relazione (riflessi perinatali compresi). Le informazioni provengono dal già vissuto di coloro che ci hanno preceduti: due genitori, quattro nonni ecc.; un milione di persone a partire solo dal 1400 ad oggi.
Questa nutrita, fruibile eredità che chiameremo intelligenza della specie, si è andata formando fin dai primordi ed il suo recupero non si può limitare certo solo agli aspetti somatici; essa si estende alla misura delle sensazioni, traducibili in atti concreti assistiti dalle recuperabili esperienza che ci giungono dalla notte dei tempi, dall’”IO” storico della progenie che è contemporaneamente contenente e contenuto, identità ed appartenenza, motivazione e conoscenza.
Recuperare l’intelligenza della specie significa saper attivare nel comportamento attuale moniti, inviti, divieti e conoscenze. Con il recupero della INTELLIGENZA DELLA SPECIE ogni offerta didattica elargita al soggetto diventa cultura e quindi capace di ulteriori elaborazioni; senza questo recupero essa rimane purtroppo un assai riduttivo addestramento, incapace di produrre ulteriori modelli. Per recuperare l’intelligenza della specie nella sua totalità ogni nuovo nato, appena possibile, dovrebbe poter giocare insieme ad un gruppo di bimbi, eterogeneo per sesso ed età, in ambiente naturale o ad imitazione del naturale, sperimentando il coraggio-paura nell’incontro-scontro morfo-ambientale dell’arrampicarsi, del derampicare, correre, spingere e tirare, nascondersi, sollevare, portare ecc., in libera espressione, cioè colo occasionalmente e marginalmente orientati dall’intervento degli adulti.
Diceva Ghandi che per educare un bambino ci vuole un villaggio, poiché la cultura della collettività non si può insegnare, si deve respirare. La paura della predazione (da parte di animali o nemici), ad esempio, ha sviluppato in tutto il mondo, tre giochi tipici dell’infanzia: acchiappino, nascondino e lotta (che poi sono le stesse dinamiche agite in chiave ludica dai cuccioli dei mammiferi superiori).
Ma ben altre paure potrebbero compromettere l’accrescimento e la maturazione (quindi l’indipendenza) di un determinato soggetto, ad esempio la paura del vuoto, del buio, dell’affidamento del proprio corpo ecc. superabili con i relativi giochi. Queste paure sono, decisamente, ancestrali, ambientali, ma se non vengono superate lasciano irrisolte anche quelle ancestrali relazionali, come la paura della malattia, del non conosciuto, quella di non comprendere o di non essere compreso, paura di assumere responsabilità, e così via; fino ad oggi non è stata mai presa in seria considerazione la devastante presenza delle paure, capaci di diaboliche interdizioni alla vita di relazione di un soggetto in età evolutiva.
Esse, vissute a valori significativi, bloccano l’evoluzione motoria, spesso anche quella del linguaggio e dell’espressione grafica aumentando ansia e rigidità somatica. In conseguenza di ciò si attiva un severo stato vigile con dispendio energetico per “reazioni di prestanza”e conseguente ripristino, con ampie pause dovute alla impossibilità di concentrarsi sugli eventi del circostante.
Oltre ai soggetti totalmente abili, anche quelli con disabilità possono ben fruire del metodo che scaturisce dagli argomenti ora trattati, apprendendo il tutto per ambiente, modello e motivazione. Si tratta in buona sostanza di favorire l’apprendimento “inconsapevole”.
Questo metodo, messo a punto in trenta anni di ricerca, ha dimostrato che i soggetti trattati possono essere stati danneggiati in tutti i settori ma non nella possibilità di recuperare l’intelligenza della specie. L’ambientalismo attivo, metodo ampiamente collaudato, riporta le fobie ancestrali ambientali alle percentuali di sicurezza (dovute all’antinfortunistica) favorendo l’apertura al superamento delle fobie ancestrali relazionali tramite il coordinamento orientamenti naturali attività motorie ortofreniche, reintegranti, emancipanti (c.o.n. a.m.o.r.e.).
I corsi di ambientalismo attivo per soggetti con disabilità saranno tenuti in volontariato presso la Palestra del Viale De Amicis sotto la direzione del Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di ANIMA Prof. Giovanni Notarnicola, del Prof. Renzo Lazzeri e del Dott. Fino Fini.
I corsi non si limitano ad aiutare esclusivamente soggetti con disabilità, ma si rivolgono anche alle piccole improprietà del carattere, quali: i dubbi del sé, la lentezza nelle applicazioni pratiche, le reazioni ocnofile (soggetti dediti a non mostrarsi), oppure le reazioni filopate (soggetti dediti alla azione rischiosa) o più semplicemente soggetti con scarse capacità relazionali.