A.N.I.M.A.

 

 

 

TUTTO IL MONDO NEL COMPUTER
 

Paolo è un po' come l'extraterrestre Ixos, il protagonista di uno dei suoi racconti, un marziano venuto sulla Terra per convincere gli uomini a rispettare l'ambiente e a smettere di litigare. Dal suo avamposto sul mondo, la stanza di casa dove la distrofia l'ha bloccato accanto ad un generatore di ossigeno, Paolo Catelli, 25 anni, dà proprio l'impressione di essere un coraggioso eroe che ha una missione da compiere. Continua a lanciare messaggi pieni d'amore, di colore e di fantasia. E a chi si sente stanco della vita lui, che riesce a muovere a malapena l'indice della mano destra, ripete il suo motto: "mai illudersi, mai arrendersi".

Fa fatica a parlare, ma ha sempre qualcosa di importante da dire, non riesce a muoversi, ma sa volare con l'immaginazione in mondi sconosciuti, dalla finestra della sua camera vede solo un po' di tetti di Firenze e una fetta di cielo, ma è stato capace di disegnare un universo fatto di animali, farfalle e pesci di mille colori. Da dove viene tutta questa forza? "Sarà che voglio arrivare al Duemila", risponde Paolo con ironia. Le parole escono, centellinate, da dietro la mascherina dell'ossigeno. Riesce a prendersi in giro, a scherzare con le sue sofferenze, a fare battute sulle sue attese. "Certo che anche io a volte mi arrabbio, mi dispero" racconta. "Ma di solito cerco di non lamentarmi. Sono contento, ho la famiglia, gli amici".

"Le persone malate come me s'attaccano alla vita con le unghie e con i denti" confessa Paolo con semplicità. "da bambino ho sofferto, avrei voluto giocare, correre con gli altri, poi ho imparato a rassegnarmi. Avere la vita è già tanto". Paolo è una persona piena di risorse, cerca sempre di mettere in evidenza il lato migliore delle situazioni. Quando era piccolo, mentre gli amici correvano, riusciva a giovare perfino con una formica e oggi, grazie al suo computer e ad un programma speciale, continua a scrivere storie, vaga per i musei di tutto il mondo, esplora i luoghi più sconosciuti. "Australia e Nuova Zelanda sono i luoghi che mi incuriosiscono di più", racconta. "certo, se potessi muovermi davvero non avrei tante pretese. Mi accontenterei di arrivare a Boboli o in Duomo".

Per il professor Giovanni Notarnicola, terapista e soprattutto amico del ragazzo, Paolo è un "illuminato". "Quello che lo fa essere speciale", afferma, "è la grande serenità, l'ironia che lo porta a sorridere di sé stesso e del suo stato". "La sua forza" ha scritto Notarnicola presentando le Novelle di Paolo "sta proprio nella convinzione che, per continuare il cammino nella maniera più giusta, l'umanità dovrà rinunciare a due pericolosi comportamenti: illudersi e arrendersi. Paolo, come un eroe greco, combatte sotto queste insegne contro il pressappochismo e la spensieratezza trasgressiva che deride la vita sull'altare dell'io e del mio".

La distrofia muscolare è implacabile. A Paolo la malattia viene diagnosticata quando ha solo due anni. I suoi genitori, Elio e Agata, non si arrendono, incontrano decine di medici e di specialisti, portano il figlio perfino a Mosca dove si sperimentano nuove terapie. I risultati sono scarsi. "All'inizio ti ripeti che non è possibile, speri sempre che le cose vadano meglio", dice Elio Catelli che insieme al fratello gemello di Paolo, Piero, gestisce una officina di fabbro.

Fino a sei anni Paolo riesce a camminare, poi arriva a sedia a rotelle. La distrofia avanza senza fare sconti, ma il ragazzo va a scuola, frequenta le classi dell'obbligo, si iscrive alle magistrali. In terza molla: si deve adattare a una macchina per respirare ed è costretto a restare in casa dove è sempre pronto un generatore di emergenza in caso di black-out.

La sua stanza diventa allora un laboratorio creativo per storie fantastiche e splendidi disegni naif. "Si disegna e si scrive per avere un po' più di speranza" confessa Paolo. Le sue "novelle" hanno per protagonisti personaggi positivi - come il marziano Ixos o il delfino Guizzo - che alla fine con il buon esempio e il coraggio riescono sempre a convincere il cattivo di turno a comportarsi bene. I suoi disegni, molti dei quali realizzati con la tecnica del collage insieme all'amico Edoardo, hanno colori straordinari. rappresentano mari, boschi, pesci e animali.

Le opere di Paolo nell'ottobre scorso sono state raccolte e presentate in una mostra. La Swatch ha utilizzato i suoi pesci tropicali e le sue farfalle come sfondo per due elegantissimi prototipi di orologio che vengono custoditi gelosamente dalla famiglia Catelli. "Mi piace tantissimo usare tutte le tonalità di colore, prediligo quelli solari" spiega Paolo che ha una vera e propria passione per Van Gogh.

Sicuramente l'arrivo del computer in casa Catelli ha segnato una vera e propria svolta: con mouse e tastiera Paolo riesce a fare miracoli. Battendo sui tasti una lettera per volta, nei mesi scorsi ha scritto una storia dal titolo Zio Paperone e le cercapetrolio che "interessa" seriamente la Walt Disney. "Ho tanto tempo per pensare. Le storie mi vengono in mente per caso, leggendo un giornale, guardando un documentario in tv" spiega. "Mi cresce dentro un'idea e poi elaboro la trama. Magari se potessi uscire come tutti non ce la farei a scrivere tanto".

Per capire il segreto di Paolo, la forza della sua umanità e il suo ottimismo, basta incontrare i genitori e il fratello Piero. Basta vedere l'entusiasmo con cui il babbo racconta a Paolo i particolari della sua giornata, i suoi incontri. Basta osservare i gesti di tenerezza della mamma, che ogni giorno gli prepara i piatti preferiti e li passa nel frullatore per consentirgli di gustarli con una cannuccia. gente che non si arrende, piena di coraggio e di dignità. E Paolo, più che da malato, con loro si comporta da saggio consigliere: sgrida il babbo che se la prende troppo per il lavoro, rimbrotta la mamma se si lamenta un po'.

Un'altra grande risorsa di Paolo sono gli amici. Ne ha tanti. Due, Edoardo e Giovanni, hanno con lui un legame particolare. Il primo, pensionato, è il braccio operativo del laboratorio d'arte. Il ragazzo progetta i collages, sceglie i colori, e lui sistema con pazienza i piccoli pezzetti di carta. Stanno insieme per ore e ore e si vogliono un gran bene.

C'è poi Giovanni, docente di psicologia e logopedia, che si è improvvisato manager e ha dimostrato grande abilità nell'organizzare la pubblicazione delle novelle e la mostra di opere del suo "Paolino". Finché ha potuto, il professor Notarnicola ha lavorato con Paolo nella sua palestra dove si sperimenta il metodo dell'ambientalismo attivo per restituire al disabile la "padronanza dello spazio". Adesso, quasi tutti i giorni, fa una scappata a casa Catelli per incontrare il giovane amico che lavora per la realizzazione di un grande sogno: comunicare e vincere l'infermità con il messaggio.