A.N.I.M.A.

 

 

LA’, NELLA PALESTRA DEI MIRACOLI 

La straordinaria esperienza del professor Giovanni Notarnicola con i piccoli down. Con la tecnica dell’ambientalismo attivo, i bambini disabili imparano a dominare i loro movimenti. 

C’è a Firenze la palestra Izumo, in Via Ristori al numero 7/D, dove da 21 anni avvengono cose “strane” e sconosciute alla città che amministra. Qui una quarantina di ragazzi disabili – fanciulli down, artistici, comunque affetti da problemi psicofisici o sensoriali – giocano con i volontari dell’ISEF, di medicina, di psicologia. Giocano, è proprio il caso di dire. Perché a vederli mentre si rotolano sui tappeti, salgono sulle funi o sulle pertiche, imparano a dominare il proprio corpo, tutto sembra soltanto un gioco, e sarebbe di già un buon risultato. Ma in realtà quelle capriole servono ad altro. Perché una volta acquistata fiducia nel proprio corpo, e conquistati gli spazi, il disabile comunica con sempre maggiore capacità verso l’esterno. E così accade, alla palestra Izumo, che mentre sta attraversando un asse, un artistico pronunci la sua prima parola. La prima di una vita, non certamente l’ultima. E allora i compagni lo festeggiano, assieme ai volontari, e se anche qualcuno si commuove non lo fa vedere, come dimostrano le videocassette girate in quelle occasioni.

Alla palestra Izumo non si spende niente. I genitori di ragazzi disabili vi trovano consiglio. E il lavoro costante viene rielaborato con pubblicazioni, volumi, che hanno sempre maggior peso e credibilità fra gli specialisti. A muovere questa macchina, che unisce scienza e volontariato, e non ha altri esempi in Italia, è Giovanni Notarnicola. Il quale fu azzurro d'Italia nella arti marziali, poi docente di psicologia all'Isef, docente di logopedia a medicina, ordinario della cattedra di psicologia emendativa a Lubiana, psicoterapeuta, autore di numerose pubblicazioni, ma soprattutto del metodo detto "ambientalismo attivo" che, applicato alla palestra Izumo, ha data per 20 anni risultati innegabili. Difficile sintetizzarlo in due parole. Diciamo che tutto parte dall'idea - ormai confermata da molte ricerche, anche all'estero - che un disabile, perfino un cerebroleso, conserva intatta "l'intelligenza della specie", o genetica, insomma quella che ci è stata trasmessa dai nostri padri e dalle attività che per secoli e secoli furono svolte in un determinato ambiente. e qui interviene l'intuizione di Notarnicola, che in palestra cerca di ricreare proprio l'ambiente agricolo e pastorale che fu dei nostri padri. Così il locale è pieno di tappeti simili ai prati. Ma anche di gruppi di bambini, di fienili, di torrenti, di siepi, tutto simbolicamente ricreato. E qui il disabile può finalmente muoversi, liberamente, e prendere confidenza col suo corpo. Troppo banale? Certo, il metodo è semplice proprio perché geniale, o viceversa. E se altrove si fa qualcosa di simile, questo però è l'unico luogo dove tutto avviene non per denaro, ma per "volontariato".

Quella della palestra Izumo è dunque una bella storia, e proprio per questo rischia di fare una pessima fine. L'affitto per i locali è diventato insostenibile, e quindi l'attività potrebbe cessare. O al contrario - visto che Notarnicola è prima di tutto uno sportivo, e ama le sfide - rilanciarsi per una definitiva consacrazione. Con l'appoggio della Usl, del Comune, della Regione, ma anche delle facoltà di medicina, delle associazioni che si occupano dei disabili, Notarnicola e i suoi collaboratori hanno infatti deciso di costituire un centro dove le famiglie dei disabili trovino aiuto, e sostegno, grazie ad un consultorio medico - pedagogico. Il centro avrà poi la sua palestra dove l'"ambientalismo attivo" sarà ogni giorno applicato ad un numero ben più alto dei 40 disabili di oggi. Il tutto, in vista di un corso di laurea in scienze medico - pedagogiche alla facoltà di medicina che sarebbe il primo in Italia. Obiettivo dunque ambizioso, che alcuni Istituti bancari sarebbero già pronti a sostenere. Ma la strada da percorrere è ancora lunga. Ha bisogno dell'aiuto di molti. Perchè la storia continui. Perchè abbia il finale che merita.