ANIMA, UN
SORRISO COME REGALO
L’associazione che si occupa di ragazzi disabili di Campo di
Marte ha organizzato una cena nelle campagne di Mercatale.
Oltre 100, fra ragazzi, genitori e operatori per una serata
indimenticabile.
SANDRO MATTEINI
A volte le parole non
bastano a descrivere l'atmosfera che si respira quando tra
persone c'è gioia di stare insieme, condivisione e piena
fiducia. E’ questo il caso di "Anima", l'Associazione
Nazionale Italiana Massimo Ausilio che, oltre agli
appuntamenti nel quartier generale di viale De Amicis a
Firenze, ha voluto festeggiare l'arrivo dell'estate con un
appuntamento speciale: tutti a tavola al fresco delle
colline del Chianti, alla Casa del Popolo di Mercatale Val
di Pesa.
"La nostra onlus ‑
commenta il fondatore Giovanni Notarnicola, docente di
Riabilitazione Psico‑Motoria all'Università di Firenze ‑ è
nata ufficialmente nel 1997. Sono già moltissimi anni che
mi occupo della ricerca sui metodi didattico‑terapeutici per
i soggetti gravati da disabilità psicofisiche e sensoriali,
congenite, acquisite e di origine emotiva. Avendo io stesso
un figlio disabile ed essendo entrato in contatto con una
serie di bimbi che avevano bisogno, mi sono in prima persona
impegnato nella costituzione di un centro capace di rendere
i ragazzi indipendenti, con un buon tono dell'umore ed una
accettabile qualità della vita. Il metodo originale e
comunque ben collaudato dell'Ambientalismo Attivo si basa
sul fatto che tutti i bimbi nascono con delle paure che, se
vissute a valori significativi, arrivano a bloccare
l'evoluzione motoria o del linguaggio sia in soggetti
totalmente abili, sia in ragazzi con disabilità di
diverso tipo: in pratica si tratta di aiutare questi
giovani a superare con amore certe paure e difficoltà
relazionali". Soddisfazione ma anche un pizzico di amarezza
nelle parole di Maria Emma Focacci, madre di un ragazzo down
e presidente di "Anima". "E' stato solo dopo una serie
interminabile di vicissitudini che il Comune di Firenze ci
ha messo a disposizione per otto anni una palestra in un
edificio del tutto fatiscente, che solo grazie all'impegno
di tanti amici, siamo riusciti, al costo di 200.000 euro, a
porre a norma. Adesso siamo una associazione importante di
cui le istituzioni dovranno prendere seria consapevolezza,
affinché il nostro centro continui ad essere un luogo di
recupero e aggregazione per i ragazzi, un punto di
riferimento per i genitori spesso disorientati e un esempio
di realizzazione pratica di parole spesso utopiche quali
solidarietà e fratellanza". Durante la serata si scherza e
ci si diverte persino col pallone: protagonisti ragazzi che
hanno fatto passi da gigante nel superare le loro difficoltà
e volontari (spesso sono i genitori stessi) come per esempio
Antonio Marrazzo. "Siamo stati sempre maltrattati e mai
sostenuti ‑ commenta il giovane ‑ ma grazie a tanto spirito
di volontà abbiamo creato, coi soli contributi volontari di
genitori e benefattori, un ambiente capace di offrire
addirittura una cucina ed una stanza per gli ospiti che
vengono da tutta Italia, senza ostacoli di accesso di tipo
burocratico e finanziario". Fra un piatto e l'altro, come si
fosse in una grande famiglia, si ha poi la fortuna di
conoscere il grande atleta e attore Tommaso, veder arrivare
Riccardo a bordo della sua auto, ascoltare i racconti da
tifoso di Matteo e Mirko e leggere le poesie bellissime di
Valentina e Roberta.
I corsi, con specificità
giornaliere a seconda dei bisogni, non si limitano
esclusivamente a soggetti con handicap ma si rivolgono anche
alle piccole improprietà del carattere, come ci racconta
Gabriele: "lo e mia moglie ci siamo avvicinati alla palestra
dopo varie consulenze specialistiche in modo informale e con
estrema fiducia fin dal primo momento. Il nostro Matteo, in
passato iperattivo e continuamente agitato, ha imparato
adesso a relazionarsi e stare insieme con ottimi risultati
anche nella sua vita scolastica. Noi invece ci siamo
appassionati a questa esperienza in cui oltre a tanta
attenzione e professionalità, si respira aria di
semplicità". |